Il neuroscienziato giapponese Atsushi Iriki, studiando i neuroni visuotattili (quelli che rispondono sia ai segnali visivi sia a quelli tattili e che vengono attivati ogni volta che teniamo in mano uno strumento), ha scoperto che quando si manipola uno strumento, questo diviene per il nostro cervello, “una parte del nostro corpo”.
La mente, cioè, lo include all’interno del nostro schema corporeo: i neuroni che inizialmente presiedono allo schema della mano, quando si impara per esempio ad usare una penna per scrivere, cominciano ad attivarsi e includere nel loro spazio anche la penna.
La cosa interessante è che quando l’oggetto viene tenuto semplicemente in mano, e non lo si usa, i neuroni dello schema corporeo smettono di includerlo.
Il cervello, quindi, “riconosce” come una parte di noi stessi tutti gli oggetti che utilizziamo per fare qualcosa, ecco perché possiamo diventare molto abili nel loro uso.
Notizia integralmente tratta dal numero 274 – agosto 2015 – della rivista Focus – Gruner Jahr / Arnoldo Mondadori Editore
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